Area Archeologica di Roca Vecchia
Area Archeologica di Roca Vecchia è un sito di grande importanza storica e archeologica situato nel comune di Melendugno. Gli scavi effettuati a Roca hanno portato alla luce un imponente sistema di fortificazioni risalente all'età del bronzo (XV-XI secolo a.C.), insieme a numerosi reperti che richiamano modelli minoici ed egei.
Si ritiene che intorno al XV secolo a.C., il sito sia stato assediato e incendiato, mentre le mura successive, ricostruite nell'XI secolo a.C., presentano tracce di incendio. Non si conosce con certezza chi fossero i popoli fondatori di questo luogo misterioso, se fosse una città o un importante luogo di culto.
L'area archeologica è particolarmente ricca di reperti dell'età del ferro, ma sono soprattutto le tracce relative all'età messapica (IV-III secolo a.C.) a essere più evidenti: una cinta muraria incompleta, un monumento funerario, tombe e fornaci. Si ipotizza che il nome della città messapica possa essere stato Thuria Sallentina.
Dopo essere stato abbandonato durante il periodo romano, Roca fu frequentato nell'alto medioevo da anacoreti provenienti dall'Impero Romano d'Oriente, che formarono una comunità abitando grotte scavate nel calcare. Nel XIV secolo, Gualtieri di Brienne, conte di Lecce, ricostruì Roca come città fortificata, ma nel 1480 la popolazione fu costretta a fuggire a causa delle incursioni turche.
Quell'anno, il sultano Maometto II inviò una spedizione che saccheggiò Roca Vecchia e la utilizzò come base per attacchi a Otranto e ad altre città salentine. Questo evento segnò la fine dell'importanza strategica di Roca e la sua trasformazione in un luogo abbandonato nel corso dei secoli.
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